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Utilizzo fraudolento delle assenze lavoro per malattia

Controlli sulle assenze per malattia fraudolente

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Assenze per malattia fraudolente e attività incompatibili

Le assenze per malattia fraudolente possono emergere quando il dipendente svolge attività tali da far dubitare dell’infermità dichiarata oppure da compromettere o ritardare la guarigione. La rilevanza della condotta dipende dalla patologia, dalle mansioni e dalle modalità concrete dell’attività esterna.

La valutazione non può basarsi soltanto sull’apparenza di un gesto o sull’idea che il lavoratore debba restare immobile in casa. Occorre verificare durata, intensità, ripetizione e compatibilità, lasciando l’esame sanitario ai soggetti competenti.

Il principio richiamato dalla Cassazione

La Cassazione civile n. 3704/1987 ha distinto gli accertamenti sanitari, riservati ai servizi ispettivi previsti dalla legge, dalla verifica di circostanze materiali che possono dimostrare l’insussistenza della malattia o l’inidoneità della stessa a giustificare l’assenza.

Secondo questo orientamento, il datore può incaricare un’agenzia investigativa per raccogliere elementi su condotte esterne, purché il controllo non riguardi la diagnosi e sia collegato a un sospetto di illecito. La decisione va letta nel contesto del singolo caso.

Che cosa può essere documentato

Il controllo investigativo sulle assenze può riguardare attività lavorative presso terzi, esercizio abituale di un’attività commerciale, lavori fisicamente impegnativi o comportamenti ripetuti che appaiono incoerenti con lo stato dichiarato.

  • luoghi e orari delle attività osservate
  • tipo di azioni compiute e loro durata
  • continuità nelle giornate di assenza
  • eventuale organizzazione dell’attività per conto proprio o di terzi

Il divieto di accertamenti sanitari

L’investigatore non può acquisire cartelle cliniche, interrogare medici, accedere a dati sanitari o esprimere giudizi sulla patologia. Può descrivere fatti visibili e produrre una cronologia. L’eventuale compatibilità viene valutata attraverso documentazione e competenze mediche.

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Lo Statuto dei lavoratori prevede specifiche garanzie sugli accertamenti delle infermità. L’incarico investigativo deve restare esterno a tale ambito e limitarsi alla possibile condotta fraudolenta.

Relazione, contestazione e proporzionalità

Una relazione completa indica il presupposto dell’incarico, le giornate verificate e le osservazioni effettuate. Il datore deve poi contestare i fatti in modo specifico, consentire le giustificazioni e valutare se la condotta incida realmente sul rapporto fiduciario.

Criteri analoghi sono illustrati nell’articolo sull’abuso dei permessi legge 104, dove la finalità dell’assenza assume un rilievo diverso ma richiede la stessa attenzione a pertinenza e proporzionalità.

Quando chiedere una valutazione

In presenza di elementi concreti su attività incompatibili con l’assenza per malattia, Milano Investigazioni può valutare accertamenti mirati e proporzionati. Per richiedere un primo confronto è possibile contattare l’agenzia.

Domande frequenti

Il lavoratore in malattia può uscire di casa?

Sì. L’uscita non dimostra di per sé un abuso. Possono assumere rilievo le attività incompatibili con la patologia, idonee a ritardare il recupero oppure indicative della simulazione.

Il datore può far seguire il dipendente?

Può valutare un controllo mirato quando esistono elementi concreti. Durata, luoghi e modalità devono essere proporzionati, senza intrusioni in casa o accessi a informazioni sanitarie.

Chi decide se l’attività era incompatibile?

Il datore valuta la condotta con i consulenti e, quando necessario, con supporto medico. L’investigatore descrive i fatti osservati e non formula diagnosi.

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