Pause caffè, GPS e controllo del lavoratore fuori sede
Il controllo tramite GPS del lavoratore fuori sede richiede una valutazione rigorosa della finalità, degli strumenti utilizzati e della condotta contestata. La sentenza della Corte di Cassazione n. 20440, depositata il 12 ottobre 2015, ha esaminato il licenziamento di un dipendente che effettuava numerose soste estranee all’attività lavorativa.
Il caso delle pause prolungate
Il datore di lavoro aveva ricostruito spostamenti e soste mediante il sistema satellitare installato sul mezzo aziendale e con il supporto di un’agenzia investigativa. Gli accertamenti indicavano permanenze ripetute in bar e tavole calde, fuori dalla zona assegnata e per tempi non compatibili con semplici necessità fisiologiche.
La Corte ha confermato il licenziamento valutando la frequenza delle interruzioni, la loro durata e l’incidenza sull’esecuzione della prestazione. La decisione riguarda una situazione specifica e non trasforma ogni pausa in un illecito disciplinare. Il lavoratore conserva il diritto alle interruzioni previste dalla legge, dal contratto collettivo e dall’organizzazione aziendale.
Quando il controllo ha finalità difensiva
I controlli difensivi mirano ad accertare condotte illecite o lesive del patrimonio e dell’organizzazione aziendale. Devono partire da anomalie concrete e non da una generica volontà di sorvegliare la prestazione. L’oggetto dell’incarico va delimitato indicando fatti, periodo e interesse da tutelare.
Nel lavoro esterno la distanza dai locali aziendali può rendere più difficile verificare l’adempimento. Ciò non elimina i limiti previsti dallo Statuto dei lavoratori e dalla disciplina sui dati personali. Informativa, policy aziendale e corretto impiego degli strumenti devono essere esaminati prima di utilizzare le informazioni raccolte.
GPS aziendale e articolo 4 dello Statuto
Il decreto legislativo n. 151/2015 ha modificato l’articolo 4 della legge n. 300/1970. La disciplina distingue gli impianti dai quali può derivare un controllo a distanza dagli strumenti utilizzati per rendere la prestazione e da quelli di registrazione degli accessi e delle presenze.
La qualificazione del GPS dipende dal modo in cui viene installato e utilizzato. Anche quando il dispositivo risponde a esigenze organizzative o di sicurezza, la raccolta dei dati deve essere pertinente e proporzionata. Una rilevazione continua e priva di limiti temporali espone l’impresa a contestazioni diverse da quelle relative alla condotta del dipendente.
Quali elementi documentare
- mansioni e zona di lavoro assegnata;
- orari, soste e durata delle interruzioni;
- regole aziendali comunicate al dipendente;
- anomalie che hanno dato origine alla verifica;
- coerenza tra dati tecnici e osservazioni sul posto.
Le indagini sul controllo dei dipendenti possono integrare i dati disponibili con osservazioni in luoghi accessibili. La relazione deve distinguere i tracciati prodotti dal sistema dalle attività direttamente documentate dagli operatori.
Prima della contestazione disciplinare
Il datore deve valutare gravità, intenzionalità, precedenti e proporzione tra fatto e sanzione con il proprio consulente. Milano Investigazioni può esaminare la praticabilità di verifiche mirate attraverso la pagina contatti.

