Controlli investigativi sui dipendenti pubblici
I controlli investigativi sui dipendenti pubblici possono essere valutati in presenza di condotte specifiche che danneggiano l’amministrazione, come l’uso del congedo per finalità diverse, la falsa attestazione della presenza o lo svolgimento di attività retribuite incompatibili. L’incarico deve rispettare gli stessi principi di liceità e proporzionalità applicabili agli altri rapporti di lavoro.
La Cassazione, con sentenza n. 71/2016, ha esaminato il ricorso a un’agenzia investigativa per verificare il comportamento di un dipendente in congedo parentale che, nel periodo di assenza, svolgeva attività lavorativa retribuita presso terzi. La decisione ha riconosciuto la legittimità dell’accertamento in relazione alla tutela dell’ente.
Congedo parentale utilizzato per lavorare presso terzi
Il congedo risponde a una finalità di cura e presenza familiare. Lo svolgimento di un’altra attività retribuita può contraddire tale finalità e assumere rilievo disciplinare, soprattutto quando è organizzato e continuativo. Il controllo deve concentrarsi sui fatti esterni che possono essere documentati.
L’investigatore non entra nella vita familiare né valuta il modo in cui il genitore esercita le proprie responsabilità. Descrive presenze, orari e attività visibili, limitando l’osservazione agli elementi necessari per verificare il sospetto indicato.
Falsa timbratura e alterazione della presenza
La sentenza della Cassazione n. 10482 del 25 maggio 2016 riguarda invece un dipendente che aveva chiesto a un collega di timbrare il cartellino al suo posto, iniziando il servizio circa un’ora più tardi. La condotta è stata ritenuta idonea a compromettere il rapporto fiduciario.
Nei casi di presenza fittizia, documenti aziendali, sistemi di rilevazione e osservazioni esterne devono essere coordinati. L’agenzia non sostituisce i controlli interni e non accede senza autorizzazione a sistemi o credenziali dell’ente.
Che cosa può documentare l’agenzia investigativa
Un controllo investigativo sui dipendenti può ricostruire orari di ingresso e uscita, presenze presso altre attività e condotte estranee alle ragioni dell’assenza. L’osservazione deve svolgersi in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
- presenza continuativa presso un’altra impresa
- attività materiale o professionale svolta durante il congedo
- discordanze tra timbratura e arrivo effettivo
- ripetizione degli episodi in giornate definite
Limiti, privacy e procedimento disciplinare
Lo Statuto dei lavoratori distingue il controllo di illeciti dalla vigilanza sull’adempimento ordinario. Anche l’amministrazione deve definire finalità, durata e presupposti dell’incarico, evitando raccolte indiscriminate di dati.
La contestazione deve rispettare tempestività, specificità e diritto di difesa. Il report costituisce uno degli elementi disponibili; gravità, recidiva e proporzionalità della sanzione sono valutate dall’ente e dai suoi consulenti.
Valutazione preliminare
In presenza di segnalazioni documentate su congedi, presenze o attività incompatibili, Milano Investigazioni può valutare un controllo mirato. Per richiedere un primo confronto è possibile contattare l’agenzia.
Domande frequenti
La sentenza n. 71/2016 ha ammesso il ricorso in presenza di un sospetto specifico e di esigenze di tutela. Incarico e procedura devono rispettare competenze, proporzionalità e regole dell’ente.
L’agenzia non può essere usata per sorvegliare come il dipendente svolge normalmente le proprie mansioni. Il controllo difensivo riguarda condotte illecite o fraudolente estranee all’adempimento ordinario.
No. I fatti devono essere contestati al dipendente secondo la procedura applicabile, consentendogli di fornire giustificazioni prima dell’eventuale decisione disciplinare.

