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Articoli e News

  • Ott

    02-10-2017

    LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE CHE SI ALLONTANA SENZA GIUSTIFICAZIONE DURANTE L'ORARIO DI LAVORO

     

    Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20440 del 12 ottobre 2015 - La Cassazione si è pronunciata sulla liceità di un licenziamento per giusta causa comminato ad un lavoratore, grazie alle prove raccolte mediante attività investigativa e con l’ausilio del sistema satellitare GPS. Nello specifico, il dipendente si era allontanato in più occasioni dalla sede durante l’orario di lavoro, con il veicolo aziendale assegnato, per trattenersi in bar o locali di tavola calda fuori della zona di attività dell’impresa, per conversare, ridere o scherzare con i colleghi. La Corte sottolinea come le modalità di controllo utilizzate dal datore di lavoro risultino assolutamente rispettose delle disposizioni di cui agli artt. 2, 3, 4 L. 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori), che non trovano applicazione in presenza di comportamenti lesivi del patrimonio e dell’immagine aziendale, ancor più se il lavoro dev’essere eseguito, come nel caso in questione, al di fuori dei locali aziendali. Ancora una volta la Suprema Corte ribadisce la pacifica ammissibilità dei controlli investigativi, anche con l’ausilio di supporti tecnologici, per documentare eventuali comportamenti lesivi del cd. “nesso fiduciario” che caratterizza il rapporto di lavoro subordinato e tali da determinarne la risoluzione per giusta causa.


     

  • Set

    01-09-2017

    VIETATO FUGGIRE CON I PROPRI FIGLI

     

    In una condizione nella quale due coniugi stanno per divorziare, né madre né padre hanno la alcuna possibilità di allontanarsi dalla casa famiglia, soprattutto portandosi appresso i figli minorenni, senza avvisare il partner ed i giudici che si occupano del caso. Pena di tale reato è l’addebito delle spese processuali per la separazione a carico di chi lo commette. Questo è quanto successo lo scorso 8 maggio nella sentenza numero 10719, che si è scagliata contro la madre di due minori a causa di un comportamento che l’ha spinta a portarseli con sé durante il periodo delle vacanze e poi a sparire con la prole, abbandonando l’abitazione in cui precedentemente viveva con il marito e lasciando lo stesso senza alcuna notizia sui figli. Come punizione, la Corte ha deciso che l’abitazione familiare restasse al padre, insieme alla prole e che tutte le spese del processo per la separazione della coppia dovessero essere sostenute per intero dalla madre, la quale si sarebbe comportata in maniera imprudente e sconsiderata al punto da inscenare un vero e proprio rapimento di minori.